La crisi dell’armonia: dal pieno Rinascimento al Manierismo (1510-1600)

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Docente

Antonella Avagnano

240,00

Durata del Corso

50 ore

Sede

Via Gramsci 30

Giorno

Lunedì

Orario

17:40 – 19:40

Informazioni sul corso

Scopo del corso e risultati attesi. 

Il Rinascimento è spesso considerato la stagione dell’equilibrio, della misura e dell’armonia. Ma nessuna epoca rimane immobile. Nel corso del Cinquecento quel linguaggio, che aveva trovato in Leonardo, Michelangelo e Raffaello la sua più alta espressione, si trasforma progressivamente, dando vita a nuove forme, nuove sensibilità e nuovi modi di concepire l’immagine.

Il corso segue questo affascinante percorso, dalla grande stagione del Rinascimento maturo fino all’affermarsi del Manierismo, non come semplice successione di artisti o di stili, ma come espressione dei profondi cambiamenti culturali, politici e religiosi che attraversano l’Europa del XVI secolo.

Attraverso le opere di Giorgione, Tiziano, Lorenzo Lotto, Pontormo, Rosso Fiorentino, Bronzino, Giulio Romano, Correggio, Parmigianino, Tintoretto, Veronese ed El Greco, saranno analizzati i temi, i simboli e le trasformazioni del linguaggio figurativo, nella convinzione che ogni opera d’arte sia, prima di tutto, il riflesso della civiltà che l’ha prodotta.

L’obiettivo del corso non è soltanto conoscere alcuni dei maggiori protagonisti del Cinquecento, ma acquisire gli strumenti per leggere l’opera d’arte nel suo contesto storico e culturale, cogliendo il dialogo continuo tra tradizione e innovazione, tra memoria dell’antico e nuove visioni dell’uomo e del mondo.

Perché comprendere la storia dell’arte significa imparare a riconoscere, nelle immagini, le domande che ogni epoca ha rivolto a se stessaRinascimento è spesso considerato la stagione dell’equilibrio, della misura e dell’armonia. Ma nessuna epoca rimane immobile. Nel corso del Cinquecento quel linguaggio, che aveva trovato in Leonardo, Michelangelo e Raffaello la sua più alta espressione, si trasforma progressivamente, dando vita a nuove forme, nuove sensibilità e nuovi modi di concepire l’immagine.

Il corso segue questo affascinante percorso, dalla grande stagione del Rinascimento maturo fino all’affermarsi del Manierismo, non come semplice successione di artisti o di stili, ma come espressione dei profondi cambiamenti culturali, politici e religiosi che attraversano l’Europa del XVI secolo.

Attraverso le opere di Giorgione, Tiziano, Lorenzo Lotto, Pontormo, Rosso Fiorentino, Bronzino, Giulio Romano, Correggio, Parmigianino, Tintoretto, Veronese ed El Greco, saranno analizzati i temi, i simboli e le trasformazioni del linguaggio figurativo, nella convinzione che ogni opera d’arte sia, prima di tutto, il riflesso della civiltà che l’ha prodotta.

L’obiettivo del corso non è soltanto conoscere alcuni dei maggiori protagonisti del Cinquecento, ma acquisire gli strumenti per leggere l’opera d’arte nel suo contesto storico e culturale, cogliendo il dialogo continuo tra tradizione e innovazione, tra memoria dell’antico e nuove visioni dell’uomo e del mondo.

Perché comprendere la storia dell’arte significa imparare a riconoscere, nelle immagini, le domande che ogni epoca ha rivolto a se stessa.

 

Breve descrizione

A – L’eredità del pieno Rinascimento

  1. Dopo Leonardo, Michelangelo e Raffaello. L’eredità del Rinascimento maturo: che cosa significa “classicità” e perché il suo equilibrio non è destinato a durare.
  2. Venezia dopo Giovanni Bellini. La nascita di una nuova poetica dell’immagine: Giorgione e il primato della pittura.
  3. Giorgione. La Tempesta, I tre filosofi, il Concerto campestre. Il mistero dell’immagine e la poesia del paesaggio.
  4. Tiziano. L’eredità giorgionesca e la nascita di una nuova concezione del colore.

B – Roma 1527: la fine di un mondo

  1. Dopo Raffaello. La bottega, Giulio Romano e la diffusione del linguaggio raffaellesco.
  2. Il Sacco di Roma (1527) La crisi politica, religiosa e culturale dell’Italia del Cinquecento.
  3. Che cos’è il Manierismo? Dal Classicismo alla “maniera”: nuove forme, nuove inquietudini, nuovi linguaggi.

C – Firenze e la nuova inquietudine

  1. Pontormo. La Deposizione di Santa Felicita e la dissoluzione dell’equilibrio rinascimentale.
  2. Rosso Fiorentino. Il dramma dell’immagine e la forza espressiva della deformazione.
  3. Bronzino
  4. La cultura di corte, il ritratto e l’eleganza della “maniera”.
  5. Andrea del Sarto. L’ultimo equilibrio prima della crisi.

D – Roma e l’invenzione della “maniera”

  1. Giulio Romano. Palazzo Te: l’architettura e la pittura oltre la regola classica.
  2. Perin del Vaga. La decorazione e il linguaggio della corte.
  3. Daniele da Volterra. Tra Michelangelo e Controriforma.

E – Parma: eleganza e sperimentazione

  1. Correggio. Luce, movimento e illusione dello spazio.
  2. Parmigianino. La Madonna dal collo lungo e la grazia inquieta del Manierismo.

F – Venezia nel secondo Cinquecento

  1. Lorenzo Lotto. L’inquietudine dell’anima, la spiritualità e il ritratto come indagine psicologica.
  2. Tiziano maturo. Le ultime opere: il colore come materia, la libertà della pittura e il superamento della forma classica.
  3. Tintoretto e Veronese. Dramma e splendore: due diverse interpretazioni della grande stagione veneziana.

G – Verso una nuova epoca

  1. Arte e Controriforma. Il Concilio di Trento e la riforma delle immagini sacre.
  2. El Greco. Da Venezia a Toledo: il Manierismo come linguaggio spirituale europeo.
  3. Verso il Barocco. Bilancio di un secolo. La fine del Rinascimento e la nascita della sensibilità moderna.

 

Eventuali visite didattiche inerenti il corso

Sono previste visite didattiche a chiese, monumenti, città d’arte e alle mostre in corso.